POS e RT: come inserire un POS manualmente?

1 Aprile 2026 in Domande e risposte

Entro il 20 aprile è necessario effettuare i primi collegamenti tra cassa e pod per i dispositivi già in uso al 1° gennaio 2026 data di entrata in vigore della novità.

Le Entrate hanno pubblicato tutte le istruzioni per procedere al collegamento virtuale e dato il via alle procedure dal 5 marzo scorso.

Vediamo come inserire munualmente un POS.

POS e RT: come inserire un POS manualmente?

In base alle istruzioni ADE viene chiarito che in ogni punto della procedura in cui è possibile selezionare i POS, sia per associarli agli RT sia per associarli alla procedura web “Documento Commerciale on line”, è sempre
possibile aggiungere manualmente POS che risultino attivi e utilizzati nel mese di riferimento ma che non figurino nell’elenco proposto, utilizzando il pulsante “Aggiungi POS”.
Cliccando tale pulsante, l’esercente viene indirizzato alla seguente schermata dove può in primis ricercare e scegliere l’
Acquirer con il quale ha sottoscritto il contratto di convenzionamento del POS che intende inserire, cliccando sul pulsante “Seleziona”

Indicando facoltativamente tutta o parte della denominazione dell’ Acquirer e cliccando
poi il pulsante “Cerca ”, è possibile visualizzare gli Acquirer già presenti a sistema.

Qualora nell’elenco non sia presente l’ Acquirer ricercato, è necessario procedere all’inserimento manuale dei relativi dati cliccando il pulsante “Aggiungi Acquirer”
Cliccando su “Salva”, l’ Acquirer viene aggiunto all’elenco con fonte del dato “E” ad indicare che è stato inserito manualmente dall’esercente. Una volta aggiunto, il nuovo Acquirer può essere selezionato al pari degli altri.

Dopo aver selezionato l’ Acquirer cliccando sulla freccia blu, l’esercente deve inserire i dati del POS (tipologia del
POS, terminal id e numero del contratto di convenzionamento) e cliccare su “Salva”. Il campo ”Tipo POS” indica se si tratta di un POS fisico o di tipo online

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Prezzo carburanti: quanto incidono le accise e l’IVA?

1 Aprile 2026 in Domande e risposte

Il Governo ha approvato in data 18 marzo un Decreto carburanti urgente per fronteggiare il caro prezzi derivante dalla guerra in Iran.

Il Decreto è stato pubblicato sulla GU n 64 dello stesso giorno.

Per 20 giorni a partire da oggi saranno ridotte le tasse su:

  • benzina,
  • GPL, 
  • gasolio

con riduzione del prezzo al distributore sulle strade.

Leggi qui l'approfondimento: Riduzione delle accise dal 19 marzo nel Decreto carburanti             

Ma la domanda più comune diffusa tra i cittadini che ogni giorno fronteggiano le spese di vita quotidiana è: quanto incidono le tasse sul prezzo dei carburanti?

Vediamolo di seguito nella infografica realizzata dai dati ufficiali pubblicate dal Ministero delle Finanze.

Quanto incidono le accise sul prezzo dei carburanti?

Vediamo il confronto tra i prezzi dei carburanti delle ultime tre settimane in base alle tabelle ufficali del MASE

Dati MASE aggiornati al 24 marzo

Per un confronto di seguito la tabella pre-decreto carburanti sempre dall'osservatorio del MASE

Attenzione al fatto che le tabelle vengono aggiornate ogni martedì dopo le ore 12

Spese università non statali: quanto posso detrarre nel 730?

30 Marzo 2026 in Domande e risposte

Nel pieno della campagna dei dichiarativi 2026, vediamo quanto si può detrarre nel 730 o nel modello redditi PF per le spese della frequenza delle università non statali.

A tal proposito, con Decreto MUR del 30 dicembre 2025 pubblicato sulla GU n 27 del 27 marzo sono state pubblicate le tabelle di riferimento per le spese detraibili sostenute per la frequenza di università non statali.

Si ricorda appunto che, per la frequenza di corsi di laurea presso università statali e non statali spetta una detrazione dall’Irpef del 19% delle spese sostenute

La detrazione è calcolata sull’intera spesa sostenuta se l’università è statale o su un importo massimo stabilito annualmente (per ciascuna facoltà universitaria) con decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca per l’università non statale, appunto l'ultimo dei quali datato 30 dicembre 2025.

La spesa relativa alle tasse e ai contributi di  iscrizione  per la  frequenza  dei  corsi  di laurea,  laurea  magistrale  e  laurea

magistrale a ciclo unico delle università non  statali,  detraibile dall'imposta lorda sui redditi dell'anno 2025, ai sensi dell'art. 15, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, è individuata, per ciascuna area disciplinare di afferenza e zona geografica in cui  ha  sede  l'ateneo  presso  il quale è presente il corso di studio, negli importi massimi  indicati nella seguente tabella.

Tipologia corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico 

Area disciplinare corsi istruzione

zona geografica nord

zona geografica centro

zona geografica sud e isole

Medicina

euro 3.900

euro 2.900

euro 2.650

Sanitaria

euro 4.100

euro 3.100

euro 3.050

Scientifico tecnologica

euro 3.700

euro 2.900

euro 2.600

Umanistico sociale

euro 3.200

euro 2.750

euro 2.550

Bilancio abbreviato: chi lo presenta?

27 Marzo 2026 in Domande e risposte

Il Bilancio d'esercizio è l'insieme dei documenti contabili che un’impresa deve redigere periodicamente per perseguire il principio di verità ed accertare in modo chiaro, veritiero e corretto la propria situazione patrimoniale e finanziaria, al termine del periodo amministrativo di riferimento, nonché il risultato economico dell'esercizio stesso.

Esso si compone di tre parti: 

  1. Stato Patrimoniale,
  2. Conto Economico 
  3. Nota integrativa. 

Il Bilancio d'esercizio deve essere dopositato secondo termini precisi che la tabella di seguito riassume fornendo degli esempi.

In base a quanto stabilito nello statuto, i soci approvano annualmente il bilancio entro 120 o 180 giorni dalla data di fine esercizio, ed entro 30 gg. dalla data di approvazione, l'amministratore provvede al deposito dello stesso presso il Registro Imprese competente.

Scadenza al 31 dicembre Approvazione entro 120 giorni, 30 aprile Deposito entro 30 giorni dalla approvazione, massimo 30 maggio
Scadenza al 31 dicembre  Approvazione entro 180 giorni, 30 giugno Depoosito entro 30 giorni dalla approvazione massimo 30 luglio

Attenzione al fatto che, a seguito dell'abolizione del libro soci, le Società a Responsabilità Limitata non sono più tenute al deposito dell'elenco soci.

Le Sps sono tenute invece a riconfermare l'assetto societario relativo all'esercizio precedente se non ha subito variazioni, oppure a depositare le variazioni intervenute nel periodo tra la data di approvazione del bilancio dell'anno precedente e la data di approvazione del bilancio in deposito.

Leggi anche Deposito Bilancio 2026: modalità e scadenze   

Bilancio abbreviato: chi lo presenta?

Il bilancio in forma abbreviata può essere al solito redatto dalle Società di capitali che nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti (piccole imprese):

  • totale dell’attivo dello Stato Patrimoniale: 4.400.000 €
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 €
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità.

Il bilancio abbreviato è composto da:

  • Stato Patrimoniale
  • Conto Economico
  • Nota Integrativa.

Le imprese che rientrano nella classe delle piccole imprese potranno comunque presentare il bilancio in forma ordinaria.

Contributi EPAP 2026: acconto in scadenza il 7 aprile

26 Marzo 2026 in Domande e risposte

Si avvicina il versamento dell'acconto dei contributi previdenziali per i professionisti iscritt all’Epap,  ente pluricategoriale degli attuari, chimici e fisici, geologi, dottori  agronomi e dottori  forestali.   

La contribuzione obbligatoria previdenziale è la seguente:

1) contributo soggettivo pari al 10% del reddito netto;
2) contributo di solidarietà pari allo 0,2% del reddito netto;
3) contributo integrativo pari al 4% del volume di affari,  (dal 16 aprile 2022),
4) contributo di maternità,  fissato annualmente dall’Ente e approvata dai ministeri competenti da versare con  il saldo dei contributi 

Agevolazione giovani under 30: A tutti i professionisti che si iscrivono all’EPAP prima dei 30 anni e che sono tenuti al pagamento dei soli contributi minimi, l’Ente dà la possibilità di ridurre del 70% il livello di contribuzione  per i primi 3 anni di iscrizione.

Scadenze di versamento contributi EPAP  e modello redditi 

Le scadenze contributive sono le seguenti:

  • primo acconto: 5 aprile ( che quest'anno per la festività di Pasqua slitta al 7) pari al 30% dei contributi calcolati in base al reddito dichiarato nell’ultimo modello di autocertificazione reddituale M2;
  • secondo acconto: 5 agosto pari al 35% dei contributi dovuti calcolati sulla medesima base imponibile del primo acconto;
  • saldo (anno precedente) e contributo di maternità (anno in corso): 15 novembre dell’anno successivo a quello di pagamento degli acconti.

È facoltà degli iscritti optare eventualmente su due rate di pari importo , senza oneri né interessi, con le seguenti scadenze:

  • per il primo acconto
    • 1^ rata entro il 05 aprile
    • 2^ rata entro il 05 maggio
  • per secondo acconto
    • 1^ rata entro il 05 agosto
    • 2^ rata entro il 05 settembre
  • per il saldo dei contributi dovuti per l’anno precedente
    • 1^ rata entro il 15 novembre
    • 2^ rata entro il 15 dicembre

ATTENZIONE

La scadenza del  modello 2 (dichiarazione reddituale) è il  31 Luglio dell'anno successivo . In caso di inadempimento non sarà possibile inviare il precalcolo delle varie scadenze e l’iscritto dovrà calcolarsi da solo gli importi da versare.

L’Ente, per comunicare gli importi da pagare utilizza l’invio per PEC, pertanto l’iscritto deve essere in possesso di una casella di Posta Elettronica Certificata. 

Minimi contributivi e massimale di reddito EPAP 2026

Ogni iscritto in attività è tenuto almeno al versamento dei contributi minimi ogni anno come determinati dall'ente. Tali contributi, sono dovuti, come previsto dall’art. 3, comma 4 del Regolamento anche dall’iscritto che abbia dichiarato reddito zero o negativo.

REDDITO IMPONIBILE MASSIMO
REDDITO IMPONIBILE MINIMO 
€ 119.650,00

€  7.387,00

CONTRIBUTI MINIMI:

  • soggettivo   € 739,00
  • integrativo   € 295,00
  • di solidarietà  € 15,00

ATTENZIONE non è ancora stata  pubblicata la nota del Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali  di approvazione della  delibera  del  consiglio di amministrazione dell'EPAP   concernente  la  determinazione  del  contributo  di maternita' per l'anno 2026. Nel 2025 era pari a 19 euro.

Modalità di versamento contributi EPAP

I contributi si possono versare :

con Bonifico Bancario:   può essere fatto presso qualsiasi sportello Bancario, anche online. Nel caso di pagamento online è preferibile utilizzare la EPAPCARD (senza alcuna commissione).

Le coordinate bancarie per il pagamento degli importi all’Ente sono:

Banca Popolare di Sondrio di Viale Cesare Pavese, 336 – 00144 Roma

C/C: 000069000X37 – ABI: 05696 – CAB: 03211 – CIN: Q – CODICE BIC-SWIFT: POSOIT22 –  IBAN: IT74Q0569603211000069000X37

Si utilizza il modello F24 ordinario . Nell’ultima sezione in basso – Altri Enti Previdenziali ed Assicurativi – al di sotto della parte riservata all’INAIL, vanno  inseriti i seguenti dati:

    Codice ente: 0008;

    Codice sede: non compilare;

    Causale contributo: E065;

    Codice posizione: non compilare;

    Periodo di riferimento: da 01/2024 a 12/2024;

    Importo a debito versato: Importo dovuto;

    Importo a credito compensato: non compilabile*.

*Questo campo non è compilabile, in quanto non è ammessa la compensazione dei crediti previdenziali con i debiti di imposta. Invece è possibile procedere con la compensazione di crediti derivanti da imposte dirette (IVA compresa) utilizzando le apposite sezioni presenti nell’F24.

Collegamento POS e RT: come indicare i pagamenti differiti?

25 Marzo 2026 in Domande e risposte

Entro il 20 aprile come sappiamo deve essere effettuato il primo collagamento virtuale tra la cassa e il pos a disposizione dell'esercente.

In particolare in proposito le entrate hanno ufficializzato l'avvio della procedura dal 5 marzo con un comunicato stampa che riepilogava anche tutte le regole in proposito e tutti gli strumenti messi a disposione dallle Entrate per provvedere.

Tra gli strumenti utili vi sono delle FAQ che ora risultano aggiornate al 25 marzo e che contengono dubbi su specifici quesiti, vediamo gli ultimi due pubblicati.

Cassa e POS: cosa indicare per il pagamento differito

Veniva domandato se, a fronte di una cessione di beni, il pagamento elettronico del corrispettivo avvenga in un momento successivo, quale modalità di pagamento debba ssere indicata sul documento commerciale
La cessione di beni, anche in assenza di pagamento, si intende effettuata al momento della consegna del bene ai sensi dell’articolo 6, del d.P.R. n. 633/72. 

Pertanto, si suggerisce di verificare che il registratore di cassa telematico abbia tra le modalità di pagamento programmate, oltre a “Contante” “Elettronico” “Ticket”, anche “NonPagato” al fine di rilasciare il documento commerciale con l’indicazione di quest’ultima modalità di pagamento.

Collegamento Cassa e POS: quando si indica il dispositivo ambulante?

Il titolare di un’impresa che esegue prestazioni direttamente presso l’abitazione dei clienti ed è in possesso di un solo registratore di cassa telematico ubicato presso la sede della propria azienda e possiede più POS per incassare i corrispettivi al momento della
prestazione deve indicare “Dispositivo ambulante” in fase di collegamento?

Le Entrate hanno risposto negativamente precisando che  essendo il registratore di cassa telematico ubicato presso la sede dell’azienda, i POS (fisici o virtuali) utilizzati per incassare i corrispettivi direttamente al domicilio dei clienti dovranno essere collegati all’unico registratore di cassa telematico indicando l’indirizzo dell’unità locale dove è collocato il medesimo. 

La modalità “Dispositivo ambulante” va utilizzata esclusivamente nei casi in cui il registratore di cassa telematico è utilizzato sempre in modalità itinerante e non censibile presso una specifica unità locale

Assegno unico bloccato: cosa fare?

18 Marzo 2026 in Domande e risposte

Se il tuo assegno unico risulta bloccato, niente panico: nella maggior parte dei casi si tratta di problemi facilmente risolvibili. Vediamo cosa significa e quali sono i passaggi da seguire per ottenere rapidamente lo sblocco.

INPS sostiene che le cause più comuni del blocco del pagamento sono:

  • IBAN errato o non conforme
  • Domanda incompleta o con dati mancanti
  • Pratica “in evidenza al cittadino”
  • Mancata integrazione di documenti richiesti

Ad esempio, l’INPS segnala spesso il blocco con messaggi come “pagamento bloccato per IBAN errato” oppure “domanda AUU in evidenza al cittadino”.

I passaggi per risolvere il blocco

Per risolvere il problema devi intervenire direttamente sulla tua domanda. Ecco i passaggi:

1. Accedi al portale INPS

Entra nella tua area personale MyINPS usando:

  • SPID
  • CIE
  • CNS

2. Controlla lo stato della domanda

Verifica se la pratica è:

  • in lavorazione
  • bloccata
  • in evidenza al cittadino

3. Correggi eventuali errori

Le azioni più frequenti sono:

aggiornare o correggere l’IBAN

integrare dati mancanti

allegare documenti richiesti

4. Segui la videoguida INPS

L’INPS mette a disposizione una videoguida personalizzata che spiega passo passo cosa fare per sbloccare la pratica e completare correttamente la domanda .

5. Contatta un patronato (se necessario)

Se hai fatto domanda tramite patronato, è consigliabile rivolgersi allo stesso per le modifiche o integrazioni perche puo essere difficile intervenire sulla richiesta diretta 

Un consiglio utile

Per evitare ritardi futuri:

  • aggiorna i tuoi contatti (email e cellulare) su MyINPS
  • attiva le notifiche e i servizi proattivi

In questo modo riceverai subito eventuali segnalazioni e potrai intervenire tempestivamente.

Come accedere alla videoguida

ll video multimediale personalizzato e interattivo  sull'Assegno Unico  è  presente nell'area personale degli utenti che hanno fatto richiesta di Assegno Unico e anticipa le risposte alle seguenti domande ricorrenti:

La mia domanda presentata nel 2022 è ancora valida?”;

“Cosa devo fare per sbloccare la mia domanda se risulta nello ‘In evidenza al cittadino’?”;

“Come posso sbloccare il pagamento dell’Assegno unico e universale?”;

“In quali altri casi devo variare o integrare la domanda?”.

Il contenuto della video guida è personalizzato con indicazioni specifiche  in base alle ragioni dei blocchi rilevati.

E' presente anche  un pop up di approfondimento con informazioni su altre prestazioni per la famiglia che l’utente può aprire durante la fruizione del video.

MODALITÀ DI ACCESSO PER L’UTENTE E SERVIZI DI NOTIFICA

I genitori ricevono un’email o un SMS (ai contatti indicati nella sezione “Gestione consensi” di MyINPS) che li informa dell’eventuale blocco della domanda o del pagamento, invitandoli ad accedere all’avviso su MyINPS con il link alla video guida personalizzata.

Effettuato l’accesso a MyINPS con le proprie credenziali, l’utente trova nella bacheca la notifica dell’avviso, al quale accedere per aprire la video guida.

L’avviso di MyINPS, con il link alla video guida, viene notificato anche tramite app INPS Mobile e app IO.

CU 2026 non ricevuta: cosa fare?

18 Marzo 2026 in Domande e risposte

Ai fini della dichiaraizone dei redditi 2026 anno di imposta 2025 i dipendenti dovevano ricevere dal proprio datore di lavoro la Certificazione Unica 2026.

Chi non l'ha ricevuta ha due possibilità per averla, vediamo quali

CU 2026 non ricevuta: cosa fare per averla?

Al fine di ricevere la CU 2026 non inviata dal datore di lavoro il dipendente può inviare via PEC un sollecito al sostituto d'imposta o verificare se essa è presente nel Cassetto Fiscale

Entro il 16 marzo (prima scadenza secondo il calendario degli invii) i datori di lavoro erano tenuti a procedere con la consegna delle CU 2026 ai lavoratori, dipendenti e autonomi.

Ricordiamo che i dati contenuti nel modello CU 2026 nviato all’Agenzia delle Entrate confluiscono nel modello 730 precompilato e mostrano il reddito pecepito dal proprio datore di lavoro.

Qualora quest'ultimo non ha provveduto nei tempi all'invio, il contribuente può sollecitare l’azienda via PEC o raccomandata.

Se nonostante il sollecito, è possibile presentare una segnalazione all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza, per accertare che l’omissione non sia generata da irregolarità commesse dall’azienda sul versamento delle ritenute fiscali e previdenziali.

Occorre ricordare che la mancata consegna delle CU è soggetta a sanzioni e per ogni modello omesso, inviato in ritardo o con errori, si applica una somma pari a 100 euro, fino al limite massimo di 50.000 euro all’anno per sostituto d’imposta.

Può accadere ovviamente che la mancata consegna non sia generata da illeciti commessi dal datore di lavoro, ma semplicemente dovuta da problemi tecnici per l'invio o per mera dimenticanza.

In ogni caso se la CU non arriva dall’azienda, è possibile scaricarla dal sito dell’Agenzia delle Entrate

Nel caso in cui infatti l’omissione deriva da una mera dimenticanza – e quindi se la Certificazione Unica è stata regolarmente trasmessa all’Agenzia delle Entrate.

Nella sezione Consultazioni, del cassetto fiscale alla voce Dichiarazioni fiscali, sarà possibile consultare e scaricare autonomamente le certificazioni di proprio interesse, da utilizzare per la corretta compilazione del modello 730 o Redditi 2026.

 

IVA 2026: chi è esonerato?

13 Marzo 2026 in Domande e risposte

Entro il 30 aprile è possibile inviare la Dichiarazione IVA 2026 relativa all'anno 2025.

Entro il 16 marzo i soggetti obblicati devono invece versare l'IVA a debito determinata con la dichiarazione annuale.

A tal proposito le Entrate hanno pubblicato il Modello IVA 2026  e le relative istruzioni.

Chi è esonerato da questo adempimento? Vediamo quali contribuenti non devono provvedere.

IVA 2026: chi è esanerato?

Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione Iva:

  • i contribuenti che per l’anno d’imposta hanno registrato esclusivamente operazioni esenti (articolo 10 del Dpr n. 633/1972), nonché coloro che essendosi avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione (articolo 36-bis del Dpr n. 633/1972) hanno effettuato soltanto operazioni esenti. ATTENZIONE questo esonero non si applica se il contribuente:           
    • ha effettuato operazioni imponibili anche se riferite a attività gestite con contabilità separata
    • ha registrato operazioni intracomunitarie (articolo 48, comma 2 del decreto legge n. 331 del 1993) o ha eseguito rettifiche (articolo 19-bis2 del Dpr n. 633/1972)
    • ha effettuato acquisti per i quali, in base a specifiche disposizioni, l’imposta è dovuta da parte del cessionario (acquisti di oro, argento puro, rottami ecc.)
  • i contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (cd "nuovi minimi", articolo 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98)
  • i produttori agricoli esonerati dagli adempimenti (articolo 34, comma 6 del Dpr n. 633/1972)
  • gli esercenti attività di organizzazione di giochi, intrattenimenti e altre attività simili, esonerati dagli adempimenti Iva, che non hanno optato per l’applicazione dell’Iva nei modi ordinari
  • le imprese individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda e non esercitano altre attività rilevanti agli effetti dell’Iva
  • i soggetti passivi d’imposta, residenti in altri stati membri della Comunità europea, se hanno effettuato nell’anno d’imposta solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta
  • i soggetti che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione delle disposizioni in materia di attività di intrattenimento e di spettacolo, esonerati dagli adempimenti Iva per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali (legge 16 dicembre 1991, n. 398)
  • i soggetti domiciliati o residenti fuori dall’ Unione europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’Iva nel territorio dello Stato con le modalità previste dall’articolo 74-quinquies del Dpr n. 633/1972 per l’assolvimento degli adempimenti relativi a tutti i servizi resi a committenti non soggetti passivi d’imposta
  • i contribuenti che per tutto l’anno d’imposta si sono avvalsi del regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni (articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190)
  • i raccoglitori occasionali di prodotti selvatici non legnosi di cui alla classe Ateco 02.30 e i raccoglitori occasionali di piante officinali spontanee ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 75, che nell'anno solare precedente hanno realizzato un volume d'affari non superiore ad euro 7.000 (art. 34-ter del Dpr n. 633/1972).
  • le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che hanno optato per l’applicazione del regime speciale di cui all’art. 1, commi da 54 a 63, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

Leggi anche Modello IVA 2026: invio dal 2 febbraio per il riepilogo delle regole per chi deve invece adempiere.

Deposito bilancio 2026: che cos’è il formato XBRL?

9 Marzo 2026 in Domande e risposte

Il servizio Deposito Bilanci del Registro imprese è dedicato alle società di capitali tenute al deposito del proprio bilancio al Registro Imprese.

Il deposito, come specificato anche dal Registro imprese, non rientra tra gli adempimenti compresi nella Comunicazione Unica.

Il servizio permette di compilare e spedire la pratica che, nei casi previsti dalla norma, può contenere anche l'elenco soci e consente di controllare lo stato di avanzamento della pratica.

La pratica viene sottoscritta con la firma digitale del legale rappresentante della società o del professionista incaricato.

Dal 2010 decorre in via definitiva l'obbligo di deposito del Bilancio in formato XBRL, secondo quanto previsto dal DPCM 10 dicembre 2008, tranne per alcune società che sono esentate per legge ossia:

  • le società quotate, tenute a redigere il bilancio secondo lo standard ESEF
  • le società non quotate che redigono il bilancio di esercizio in conformità ai principi contabili internazionali (tale esenzione vale anche per il bilancio consolidato)
  • le società esercenti attività di assicurazione e riassicurazione di cui all’art. 1 del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209
  • le banche e altri istituti finanziari, tenuti a redigere il bilancio secondo le disposizioni del D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 87
  • le società controllate, anche congiuntamente, nonché le società incluse nel bilancio consolidato delle società di cui ai punti precedenti. Fanno parte di questo insieme anche le società controllate non quotate con controllante quotata.

Tutte le informazioni sul deposito del bilancio sono riportate sulsito Unioncamere e sul sito della Camera di riferimento.

Al fine del deposito del bilancio delle societèà, vengono ogni anno pubblicate le istruzioni per procedere, si attendono quelle 2026.

Deposito bilancio 2026: che cos’è il formato XBRL?

Il Bilancio XBRL è il formato con cui il bilancio deve essere depositato al Registro delle Imprese. 

L'XBRL, acronimo di eXtensible Business Reporting Language, è uno standard informatico internazionale che consente di depositare il bilancio al Registro delle Imprese in formato elaborabile rendendo i dati immediatamente fruibili con la garanzia della loro ufficialità derivante dalla diretta responsabilità dell'impresa che li ha depositati. 

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 Dicembre 2008 si è riconosciuto il linguaggio XBRL quale formato obbligatorio per il deposito del bilancio e per la presentazione della reportistica economico/finanziaria a partire dal 2010.

La tassonomia da utilizzare per redigere il bilancio in formato XBRL è la versione "2018-11-04", che recepisce le disposizioni di cui al D.Lgs. 13/2015. La tassonomia "2018-11-04" e la relativa documentazione sono disponibili nel sitodell'agenzia per l'Italia digitale e nel sito di XBRL Italia.

Il file XBRL non può mai essere omesso, tranne nei casi di esonero espressamente previsti dalla normativa.

Il bilancio in formato XBRL viene prodotto dai più comuni software gestionali. 

In alternativa mettiamo a disposizione nella pagina STRUMENTI XBRL uno strumento di base per la predisposizione del bilancio in formato XBRL (istanza XBRL), la sua validazione e la sua rappresentazione in formato PDF o HTML. 

Questo strumento può essere utilizzato per la redazione dei bilanci di esercizio in forma ordinaria, abbreviata e micro-impresa.

Lo stesso strumento può generare in formato XBRL il bilancio consolidato che anche per il 2018 è limitato al solo Prospetto Contabile. Qualsiasi file XBRL può essere validato e visualizzato in HTML o PDF utilizzando il servizio TEBENI.