Iperammortamento 2026: quali comunicazioni inviare?

28 Maggio 2026 in Domande e risposte

Dovrebbe essere in dirittura d'arrivo in GU il Decreto attuativo MIMIT-MEF con le regole per richiedere e mantenere l'agevolazione per i beni d'impresa introdotta dalla legge di bilancio 2026.

La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1 commi 427-436) ha reintrodotto il cosiddetto iperammortamento, uno strumento di agevolazione fiscale rivolto alle imprese che investono in tecnologia digitale e in impianti per la produzione di energia rinnovabile ad uso proprio.

L'iperammortamento non è un credito d'imposta e non genera liquidità immediata. Si tratta di una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni agevolabili, rilevante ai soli fini delle imposte sui redditi (IRES e IRPEF, non IRAP), che si traduce in una deduzione extracontabile più elevata rispetto al costo reale del bene. In pratica, a fronte di un investimento effettivo, il fisco consente di dedurre un importo superiore al costo reale, distribuito lungo il periodo di ammortamento.

Le aliquote di maggiorazione, calcolate su base annuale (non triennale), sono:

Quota investimento per annualità Maggiorazione
Fino a 2,5 milioni di euro +180%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro +100%
Oltre 10 e fino a 20 milioni di euro +50%
Oltre 20 milioni di euro nessuna agevolazione

Gli investimenti agevolabili riguardano i beni strumentali nuovi 4.0 inclusi negli Allegati IV e V della legge (macchinari, robot, sistemi di manifattura avanzata e beni immateriali connessi) e gli impianti per l'autoproduzione di energia rinnovabile destinata all'autoconsumo della struttura produttiva.

Scarica la nostra cheklist, resta aggiornato su scadenze e documenti da preparare per l'iperammortamento.

Iperammortamento 2026: chi può accedere e come

Possono accedere all'agevolazione tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa residenti in Italia:

  • persone fisiche che esercitano attività commerciale (anche impresa familiare o azienda coniugale)
  • società di persone (snc, sas) e di capitali (spa, srl, sapa)
  • società cooperative ed enti con oggetto commerciale
  • stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti

Sono invece esclusi: i professionisti e gli esercenti arti e professioni, i soggetti in regime forfetario, le imprese in stato di liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali, e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

L'accesso non è automatico: il beneficio si perfeziona solo attraverso l'invio di apposite comunicazioni telematiche al GSE tramite la piattaforma gse.it (Area Clienti, accessibile con SPID o CIE).

Il mancato rispetto dei termini e delle modalità previste comporta la perdita definitiva del beneficio. Gli investimenti agevolabili sono quelli completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.

Le 5 comunicazioni sono cinque:

  • le prime tre servono ad accedere al beneficio (preventiva → conferma entro 60 gg dall'esito GSE → completamento entro il 15/11/2028), 
  • le ultime due sono il nuovo obbligo di monitoraggio annuale introdotto su richiesta della Ragioneria dello Stato (20 gennaio e 30 giugno di ogni anno per tutta la durata della fruizione).

Scarica qui check list utile sull'iperammortamento.

Nuova Civis: quali documenti allegare?

27 Maggio 2026 in Domande e risposte

Dal 13 maggio le Entrate hanno inaugurato il nuovo servizio CIVIS che a differenza del precedente consente una maggiore interlocuzione con il Fisco.

In particolare, è possibile chiedere nuovamente se la prima civis non è andata a buon fine.

In generale CIVIS è il canale di assistenza online dell’Agenzia delle entrate, disponibile nell’area riservata, che consente di gestire, in modo digitale, l’assistenza su alcune comunicazioni e atti, senza recarsi agli sportelli.
È un servizio pensato per rendere il rapporto con l’Agenzia più semplice, veloce e accessibile.
Possono utilizzare CIVIS:

  • i contribuenti
  • gli intermediari
  • i rappresentanti legali delle persone fisiche, come
    • tutori
    • curatori speciali
    •  amministratori di sostegno
    •  genitori di minori
  • le persone di fiducia.

Civis va utilizzato da chi ricevuto:

  • una comunicazione
  • un avviso telematico
  • una cartella di pagamento

derivanti da:

  • controllo automatizzato
  • liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata

per chiedere assistenza direttamente online tramite il servizio CIVIS,

Nuova Civis: quali documenti allegare?

In linea generale, per chiedere assistenza su comunicazioni di irregolarità, avvisi telematici e relative cartelle di pagamento non è necessario allegare alcun documento

Questo perché il controllo automatizzato delle dichiarazioni viene effettuato:

  • sulla base dei dati presenti nelle dichiarazioni già trasmesse
  • utilizzando le informazioni già disponibili nell’Anagrafe tributaria.

Per fornire chiarimenti su dati o elementi non considerati o che ritieni non siano stati valutati correttamente devi utilizzare il campo “Informazioni relative alla richiesta di assistenza”, senza allegare documenti già disponibili nei sistemi dell’Agenzia.

Non vanno allegati, ad esempio:

  • modelli di pagamento F24
  • dichiarazioni fiscali già trasmesse all’Agenzia delle entrate.

Fanno eccezione a questa regola alcuni casi particolari, per i quali sono richiesti specifici documenti non in possesso dell’Agenzia.

Scarica qui l'infografica per scoprire gli step utili alla presentazione della domanda

Contributi Dottori Commercialisti: scadenza mimimi 31 maggio

26 Maggio 2026 in Domande e risposte

contributi previdenziali annualmente dovuti alla Cassa dei dottori commercialisti (in sigla CNPADC) si suddividono in:

  • preiscrizione
  • soggettivo 
  • integrativo (a carico della clientela) del 4%
  • contributo di maternità.

(v. tabella sotto per minimi e massimali)

Il contributo  per la preiscrizione può essere scelto tra  3 importi, annualmente rivalutati, che  sono stati gia fissati per il 2026 a 

  • 701 euro
  • 1406  euro
  • 2810 euro

In caso di retrodatazione della pre-iscrizione, al contributo annuale si aggiunge un importo di Euro 30,00 per ciascuna annualità precedente l’anno di presentazione della domanda. 

ATTENZIONE i contributi minimi, soggettivo ed integrativo sono comunque dovuti anche qualora, applicando al reddito netto professionale ed al volume di affari le relative aliquote, l’importo risulti inferiore agli stessi minimi.

A febbraio 2025 la cassa ha pubblicato una guida previdenziale aggiornata SCARICA QUI LA GUIDA  

Il contributo di maternità dovuto dai commercialisti iscritti alla CNPADC   per il 2025  era pari a € 74,92. Si attende la delibera e l'autorizzazione ministeriale per il 2026.

Vediamo di seguito ulteriori dettagli sulla contribuzione e le relative scadenze.

Contributi soggettivi dottori commercialisti 2026

I contributi soggettivi  dal 2017 al 2025  per i dottori commercialisti iscritti   sono riassunti nella tabella seguente (fonte CNPADC):

Anni

Aliquota contributo soggettivo

Limite reddituale

Contributo minimo soggettivo

Aliquota Contributo integrativo

Contributo minimo integrativo

Contributo di maternità

2026 Dal 12% al 100% € 209.300,00 3.180,00 4% € 954,00 € non definito
2025 Dal 12% al 100% € 206.800,00 3.140,00 4% € 942,00 € 74,92
2024 Dal 12% al 100% € 202.700,00 € 3.075,00 4% € 923,00 € 77.09
2023 Dal 12% al 100%  186.300    2.825     4% € 848  € 74,70

2022

Dal 12% al 100%

€ 178.250

€ 2.700

4%

€ 810

€ 77,33

2021

Dal 12% al 100%

€ 177.850

€ 2.690

4%

€ 807

€ 74,56

2020

Dal 12% al 100%

€ 177.650

€ 2.685

4%

€ 806

€ 73,40

2019

Dal 12% al 100%

€ 175.700

€ 2.655

4%

€ 797

€ 75

2018

Dal 12% al 100%

€ 174.100

€ 2.630

4%

€ 789

€ 79

2017

Dal 12% al 100%

€ 173.050

€ 2.610

4%

€ 783

€ 95

Scadenze e modalità di versamento


Le scadenze prevedono che : 

  1. entro il 31 maggio  va versata la rata unica o la prima rata per i contributi soggettivo e integrativo minimi;
  2. entro il 31 ottobre va versata la seconda rata  e il contributo di maternità.

 Coloro che non intendano usufruire di tale modalità di pagamento possono  utilizzare il bollettino Mav (pagabile anche con Carta di Credito Dottori Commercialisti mediante il servizio MCC) che sarà pubblicato nel corso del mese di maggio, nella sezione “Documenti” dell’area riservata dei “Servizi Online”.

Quindi il versamento dei contributi minimi può essere effettuato utilizzando, alternativamente:

  • il servizio PCM;
    L’adesione al PCM permette di effettuare il pagamento dei contributi – esclusivamente per la contribuzione dovuta per l’anno in corso – mediante la modalità SDD – SEPA DIRECT DEBIT – (addebito automatico sul c/c bancario). La data di chiusura del servizio PCM è indicata nel “Calendario contributivo”. Ulteriori informazioni sono disponibili nella sezione Servizi on line nel sito WWW.CNPDADC.IT. 
  • i bollettini MAV disponibili nella sezione “documenti” dei servizi online;
    I M.Av sono disponibili, successivamente alla chiusura del servizio PCM, nella sezione Documenti dei Servizi online e sono pagabili presso le banche, gli uffici postali e il servizio telematico MCC (per i possessori di Carta di credito Dottori Commercialisti).

Riepiloghiamo il calendario delle scadenze dei versamenti  anche per le eccedenze contributive oltre i minimi e delle denunce reddituali: 

anno

Termini pagamento contributi minimi

Termine comunicazione dati reddituali

Termine pagamento eccedenze contributive

2024

 31/05/2025
(rata unica/1° rata minimi)

31/10/2025
(2° rata minimi)

01/12/2025
I dati reddituali sono comunicati tramite il servizio PCE con contestuale opzione per la modalità di versamento delle eventuali eccedenze contributive (soggettivo e/o integrativo)

le eventuali eccedenze contributive (soggettivo e/o integrativo) possono essere versate, MAV oppure SDD:

  • in rata unica o prima rata entro il 20/12/2025
  • oppure in 2, 3 o 4 rate (per importi complessivi pari o superiori ad € 1.000) entro il:
    • 20 dicembre – rata unica/prima rata;
    • 31 marzo – seconda rata 
    • 30 giugno – terza rata;
    • 30 settembre – quarta rata 

Collegamento POS-RT: come si annulla un pos dismesso?

13 Maggio 2026 in Domande e risposte

Dal 5 marzo è attivo il servizio online per gli operatori che devono provvedere al nuovo adempimento di collegamento virtuale tra la cassa e il pos in uso presso i loro esercizi commerciali.

Il nuovo obbligo è in vigore dal 1° gennaio e l'Agenzia ha diffuso i vari strumenti utili agli operatori per orientarsi in questo periodo transitorio e poi procedere al collegamento.

In proposito, le Entrate hanno reso disponibili, una guida con molte casistiche e faq aggiornate di volta in volta con risposte ai dubbi frequenti.

Tra le domande a cui le Entrate hanno risposto vi è la seguente: "Quando devo registrare il collegamento degli strumenti di pagamento elettronico al registratore di cassa telematico o alla procedura web “Documento Commerciale on line?"

Vediamo la replica e vediamo anche come comportarsi se si annulla un POS in uso o si utilizza una nuova cassa.

Collegamento cassa e pos: entro quando provvedere?

Le Entrate hanno chiarito che gli strumenti di pagamento elettronico di cui l’esercente era già in possesso al 1° gennaio 2026 o di cui è entrato in possesso nel mese di gennaio 2026 devono essere collegati entro 45 giorni dalla data di messa a disposizione della procedura web.

Per le attivazioni successive leggi anche Collegamento POS e RT: quali sono le sanzioni se non si provvede?

Pertanto, il POS già in possesso dell’esercente al 1° gennaio 2026 o attivato nel corso di gennaio è stato collegato entro 45 giorni dal 5 marzo datta di attivazione del servizio per provvedere e quindi entro il 20 aprile.
Attenzioine al fatto che, in caso di variazione dei collegamenti già registrati o di attivazione di un nuovo POS o di una nuova cassa in data successiva al 31 gennaio 2026, la registrazione dovrà essere sempre effettuata tra il sesto giorno del secondo mese successivo a quello di variazione o nuova attivazione e l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.
Ad esempio, il POS attivato nel mese di aprile 2026 dovrà essere collegato tra il 6 giugno e il 30 giugno 2026 mediante la procedura web disponibile nel sito dell’Agenzia.

L’aggiornamento dei collegamenti è necessario nel caso di:

  • collegamento di un POS già in uso ad un altro RT già in uso, 
  • attivazione di un nuovo RT che viene collegato a uno o più POS già in uso, 
  • attivazione di un nuovo POS che viene collegato a uno o più RT già in uso e/o dismissione di un POS o di un RT.

Collegamento POS-RT: come si annulla un POS dismesso?

Come detto in sintesi anche la restituzione di un POS all’operatore finanziario richiede una comunicazione.

A tal proposito è necessario eliminare il collegamento tra lo strumento utilizzato per incassare i pagamenti elettronici e il registratore telematico.

L’operazione va gestita tramite il portale Fatture e Corrispettivi, usando il servizio online gestione collegamenti.

Occorre accedere alla sezione di riepilogo dei propri collegamenti e poi procedere con l’eliminazione di un abbinamento, cliccando sull’icona dedicata.

Nella lista appariranno tutti i dati utili a identificare il POS restituito, da escludere. 

Successivamente, si deve provvedere all’eliminazione dello strumento dai dispositivi associati all’utente.

Eliminato il collegamento, il POS da restituire si troverà nell’elenco dei dispositivi non collegati, a cui il servizio online dedica un’apposita sezione.

Per eliminare lo strumento si dovrà procedere con la chiusura tramite l’icona del lucchetto, indicando come motivazione la restituzione dell’apparecchio e specificando la data di fine utilizzo.

In sintesi quando si dismette un pos occorre:

  • annullare il collegamento tra POS e cassa,
  • eliminare del tutto l’associazione con l’utente e con il gestore dell’attività.

Collegamento POS e RT: quali sono le sanzioni se non si provvede?

11 Maggio 2026 in Domande e risposte

La prossima scadenza per il collegamento Cassa e POS è il 29 maggio.

Ricordiamo che la prima scadenza di questo nuovo adempimento è stato il 20 aprile.

Le Entrate hanno ufficialmente reso operativo il sistema dallo scorso 5 marzo ed ora il calendario è nel vivo. Vediamo quali sanzioni ci sono per chi non provvede.

Mancato collegamento POS e RT: le sanzioni

Dopo la scadenze di aprile, entra a regime il calendario da rispettare per il collegamento tra POS e cassa, obbligatorio da quest’anno per il monitoraggio da parte del Fisco sui fluissi dei dati di pagamenti e scontrini elettronici.

In particolare, le attivazioni o variazioni di cassa e pos che si sono verificate a marzo dovranno essere comunicate al Fisco tramite il servizio apposito entro la scadenza del 29 maggio.

Essendo il 29 maggio un venerdì si potrà beneficiare del maggior termine fino a domenica 31 maggio.

Qualora non si provvedesse la sanzione può arrivare fino ad un importo di 4.000 euro.

Ricordiamo che il nuovo adempimento per le nuove aperture o per l’inserimento di nuovi strumenti di pagamento elettronici o di variazione di quelli in uso, bisogna procedere con l’abbinamento al registratore telematico utilizzato per gli scontrini tramite il software ade.

Il collegamento è possibile dal sesto all’ultimo giorno lavorativo del secondo mese successivo a eventuali variazioni o attivazioni.

Per marzo è possibile gestire il collegamento dal 6 maggio e c’è tempo fino alla scadenza del 29 maggio 

Vediamo un calendario per le prossime scadenze

Collegamento Cassa e POS il calendario

Attivazione POS

Tempi e scadenza per il collegamento

Nel mese di marzo

Dal 6 al 31 maggio

Nel mese di aprile

Dal 6 al 30 giugno

Nel mese di maggio

Dal 6 al 31 luglio

Il mancato collegamento può determinare una sanzione che va da 1.000 a 4.000 euro, la stessa prevista per chi non si dota di un registratore di cassa per la propria attività.

Inoltre si richia il blocco dell’attività per un periodo che può andare da 15 giorni a due mesi.

Ricordiamo che dal 14 maggio si apre la fase emendative del DL Fiscale e tra le ipotesi al vaglio vi sono:

  • una possibile soglia di tolleranza del 5%
  • la riduzione delle sanzioni attestandole da 500 euro a 2000 euro.

Tale opzioni restano però, stando alle anticipazioni, poco probabili, mentre pare accreditata l'ipotesi di alleggerire le sanzioni solo per chi commette violazioni non sostanziali.

Contributi Enasarco 2026 in scadenza il 20 maggio: aliquote, minimi e massimali

8 Maggio 2026 in Domande e risposte

La Fondazione ENASARCO ha  pubblicato i nuovi  importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali validi per il 2026. L'aggiornamento e stato effettuato 

a seguito della pubblicazione, da parte dell’ISTAT, del tasso di variazione annua dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, pari all1,4% 

Si ricorda che la prima  scadenza del versamento dei contributi Enasarco  è prevista per il 20 maggio 2026.

MA ATTENZIONE  chi utilizza l’addebito automatico bancario deve inviare la  distinta 5 giorni lavorativi prima della scadenza, quindi al massimo domani.

Vediamo di seguito  gli importi  aggiornati  dei contributi minimi massimali  reddituali  per il 2026, aliquote e scadenze  per 

  •  agenti e rappresentanti e 
  •  ditte preponenti  come  comunicati dalla Fondazione Enasarco

 In allegato il Regolamento in vigore .

Enasarco: contributi minimi e massimali 2025

Ecco i nuovi minimi contributivi  e massimali provvigionali:

  • per gli  agenti plurimandatari:

il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a € 30.478;

il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a € 515;

  • per gli agenti monomandatari:

il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a € 45.717;

il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a € 1.026.

Contributi Enasarco: scadenze e pagamento

Ricordiamo che il contributo va versato trimestralmente entro il 20 del secondo mese successivo al trimestre di competenza. quindi le scadenze sono le seguenti :

  • 1° trimestre – 20 Maggio
  • 2° trimestre – 20 Agosto
  • 3° trimestre – 20 Novembre
  • 4° trimestre  – 20 Febbraio dell'anno successivo.

fermo restando lo slittamento al primo giorno feriale successivo se i termini scadono in un giorno festivo.

Va sempre   sottolineato  che il criterio di applicazione dell’aliquota è quello della competenza quindi si utilizza l'aliquota relativa al periodo di maturazione della provvigione.

 Il pagamento può essere effettuato:

  • con addebito automatico sul c/c bancario sistema Sepa Direct Debit (SDD),
  • tramite il sistema PagoPA online o presso i soggetti abilitati. 

Per maggiori informazioni si veda www.enasarco.it

ENASARCO Le aliquote contributive

L'aliquota per  gli agenti con ditta individuale o in società di persone è confermata pari  a 17,00% , di cui il 3% a titolo di solidarietà.

Come sempre  una metà (8,5%) è a carico della ditta mandante,  l’altra metà a carico dell’agente.

L'aliquota Enasarco  2025 invece per le societa di capitali  8 fino a 13 milioni di di provvigioni annue) è pari al 4%,  di cui il 3% a carico della casa mandante e 1 %  a carico dell'agente/ società .

In allegato il Regolamento delle attività istituzionali con la tabella di rivalutazione dei montanti contributivi aggiornata al 2022.

CONTRIBUZIONE ENASARCO  AGEVOLATA GIOVANI

Nel  2019 è stata apportata una modifica al Regolamento istituzionale  (allegato in fondo all'articolo) approvata dal Ministero vigilante nel 2020, che riguarda una agevolazione   per l'ingresso e la permanenza dei  giovani agenti   nella professione, per cui , nel triennio 2021-2023:

  •  agli iscritti  per la prima volta alla Fondazione o che essendo già stati iscritti, si vedano conferire almeno un nuovo incarico di agenzia  dopo una interruzione di oltre tre anni, 
  •  che non abbiano compiuto 31 anni alla data di conferimento dell'Incarico,

l’aliquota contributiva è ridotta di 6 punti percentuali per l’anno solare in corso alla data di prima iscrizione o di ripresa dell’attività, di 8 punti percentuali per il secondo anno e di 10 punti percentuali per il terzo anno;  le aliquote sono quindi pari a :

  • 11% nel primo anno
  • 9% nel secondo anno  e
  • 7% nel terzo anno di attività 

Inoltre il minimale contributivo annuo è ridotto del 50% per ciascuno degli anni citati. 

ATTENZIONE:  L’agevolazione si applica solo agli agenti operanti in forma individuale. Per le nuove iscrizioni / nuovi incarichi dal 2024 l’agevolazione non è prevista.

In sintesi per i nuovi iscritti entro il 2023:

Aliquota ordinaria

Aliquota  ridotta 1° anno  

Aliquota ridotta 2° anno

Aliquota ridotta 3° anno

17%

11%

9%

7%

Allegati:

Rimborsi 730 senza sostituto: quando arrivano?

6 Maggio 2026 in Domande e risposte

I dipendenti e i pensionati possono ricevere il rimborso delle tasse direttamente dal datore di lavoro con la busta paga o dall’ente pensionistico con la pensione, utilizzando il modello 730 in luogo del modello Redditi. 

I rimborsi a tali soggetti arrivano di norma già a partire dal mese di luglio.

Chi paga i rimborsi ai soggetti che non hanno il sostituto di imposta? 

Questi soggetti possono usare il modello 730?

730 senza sostituto: chi lo presenta?

I soggetti privi di sostituto di imposta possono utilizzare il modello 730, a condizione che rientrino nella categoria dei soggetti che possono presentare il modello 730.

Tali contribuenti possono presentare il modello 730 senza sostituto, precompilato o ordinario, indipendentemente dall’avere o meno, nel corso del 2025, un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio.
Il modello 730 senza sostituto precompilato va presentato direttamente all’Agenzia delle entrate ovvero a un Caf o a un professionista abilitato.
Il modello 730 senza sostituto ordinario va presentato a un Caf o a un professionista abilitato.
In entrambi i casi nelle informazioni relative al contribuente va indicata la lettera “A” nella casella “730 senza sostituto” e nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio” va barrata la casella “Mod. 730 dipendenti senza sostituto”.

Se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle entrate.

Se, invece, emerge un debito, il pagamento viene effettuato tramite il modello F24.

Rimborsi 730 senza sostituto: chi li paga?

In caso di presentazione del modello 730 senza sostituto, le somme risultanti a credito sono rimborsate dall'Agenzia delle entrate.

Per velocizzare il rimborso che risulta dalla dichiarazione modello 730, la cui erogazione è a cura dell'Agenzia, il contribuente può comunicare telematicamente all’Agenzia il proprio codice IBAN.

Le coordinate IBAN del proprio conto corrente possono essere comunicate utilizzando:

  • un apposito servizio wab, disponibile nella propria Area riservata del sito internet all’Agenzia delle entrate, che consente all’interessato di inserire egli stesso i dati dell’IBAN. Dopo l’accesso all’Area riservata (utilizzando SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale; CIE, Carta di Identità Elettronica; CNS, Carta Nazionale dei Servizi), occorre seguire il percorso: Servizi / Rimborsi / Comunicazione IBAN per accredito su c/c;
  • un apposito modello (Modello richiesta accredito Persone fisiche), da compilare e che, per ragioni che attengono alla sicurezza dei dati, può essere presentato esclusivamente nei seguenti modi:
    • quale allegato a un messaggio PEC di uso esclusivo dell’interessato, trattandosi di attività non delegabile; in questo caso, il modello deve essere firmato digitalmente. Il modello può essere inviato a qualsiasi ufficio dell’Agenzia (preferibilmente, alla Direzione Provinciale di propria competenza)   
    •  presso qualsiasi ufficio Territoriale, allegando al modello copia di un documento di identità del contribuente e, in caso di delega, anche del soggetto delegato, entrambi in corso di validità.

Rimborsi 730 senza sostituto: quando arrivano?

A partire da dicembre, viene pagato dall’Agenzia delle Entrate il rimborso delle tasse a tutti coloro che hanno presentato un 730 senza sostituto di imposta e che hanno un importo del credito Irpef non superiore a 4.000 euro.

Attenzione al fatto che, l'Agenzia può effettuare controlli preventivi sulla dichiarazione modello 730 che presenta elementi di incoerenza o un rimborso maggiore di 4.000 euro con un rallentamento del pagamento del rimborso.

Per chi presenta il 730 senza sostituto di imposta l’attesa di solito è più lunga rispetto a chi si appoggia al datore di lavoro e può slittare, in alcuni casi, anche nel 2027.

Ricordiamo che il 730 senza sostituto riguarda le casistiche di chi, ad esempio, ha perso il lavoro pur essendo stato dipendente, ma anche di chi ha scelto di presentare la dichiarazione senza, pur avendo il datore di lavoro sostituto, per ricevere l’eventuale rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Anche se i rimborsi del 730 senza sostituto di imposta sono iniziati, diversi contribuenti lo hanno ricevuto, ma altri ancora no. 

Per ricevere in tempi più brevi il rimborso del modello 730, inoltre, è necessario che il contribuente abbia fornito anche l’Iban per l’accredito delle somme, all'atto della dichiarazione. 

In caso contrario si dovrà attendere ancora qualche mese in più per ricevere gli importi.

Reddito da fotovoltaico incassato dal GSE: come si dichiara?

5 Maggio 2026 in Domande e risposte

Le somme incassate dal GSE dalle persone fisiche che operano come privati ricavate dall'energia prodotta da impianti di potenza non superiore a 20 kW, costituiscono redditi derivanti da attività commerciali occasionali da tassare nella dichiarazione dei redditi.

Il MEF con Decreto 21 gennaio 2025 ha stabilito le regole per l'invio da parte del GSE dei proventi derivanti da fotovoltaico alla stessa agenzia ai fini della precompilata 2025 anno di imposta 2024 e pertanto dovrebbero essere validi anche per l'anno di imposta 2025.

Il GSE rendeva noto che, per le persone fisiche titolari di impianti con contratti "scambio sul posto" sono disponibili dall'anno scorso, direttamente nel Modello 730 / Modello Redditi 2025 precompilato, gli importi relativi ai redditi generati dalle eccedenze riconosciute nel 2024 e identicamente dovrebbero essere disponibili anche per la precompilata 2026.

Per i contratti "ritiro dedicato" tale funzionalità è disponibile dal 2026 con riferimento all'anno di imposta 2025. 

Pertanto, il contribuente può prelevare l'importo percepito nel 2025 dalla propria dichiarazione dei redditi precompilata ovvero dall'Area clienti del GSE, e compilare il rigo RL14 del Modello Redditi PF 2026.

Vediamo come si dichiarano i redditi derivanti dalle attività di cessione di energia da parte dei privati, specificando che tali redditi sono redditi diversi (ex art 67 comma 1 lett i) del TUIR).

Reddito da fotovoltaico incassato dal GSE: come si dichiara?

Le Entrate in varie circostanze con documenti di prassi hanno chiarito il trattamento fiscale dei proventi derivanti dalla vendita dell’energia (prodotta in eccedenza rispetto al proprio fabbisogno) e ribadito che i contributi ricevuti dal proprietario dell’impianto fotovoltaico (persona fisica non esercitante attività di impresa), che per la vendita dell’eccedenza di energia utilizza il regime del “ritiro dedicato”, rappresentano fiscalmente “redditi diversi” e vanno indicati nella dichiarazione dei redditi.

Più precisamente, le Entrate, nello specificare che i redditi da energia prodotta in eccedenze e gestita con ritiro dedicato, rientrano nella categoria dei “redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente” e, pertanto ai fini della dichiarazione fiscale devono essere riportati:

  • nel rigo D5 del Modello 730 (quadro D – “Altri redditi”) con il codice "1",

  • nel rigo RL14 colonna 2 nel Modello Redditi Persone fisiche.

Deposito bilancio 2026: che cos’è il formato XBRL?

4 Maggio 2026 in Domande e risposte

Il servizio Deposito Bilanci del Registro imprese è dedicato alle società di capitali tenute al deposito del proprio bilancio al Registro Imprese.

Il deposito, come specificato anche dal Registro imprese, non rientra tra gli adempimenti compresi nella Comunicazione Unica.

Il servizio permette di compilare e spedire la pratica che, nei casi previsti dalla norma, può contenere anche l'elenco soci e consente di controllare lo stato di avanzamento della pratica.

La pratica viene sottoscritta con la firma digitale del legale rappresentante della società o del professionista incaricato.

Dal 2010 decorre in via definitiva l'obbligo di deposito del Bilancio in formato XBRL, secondo quanto previsto dal DPCM 10 dicembre 2008, tranne per alcune società che sono esentate per legge ossia:

  • le società quotate, tenute a redigere il bilancio secondo lo standard ESEF
  • le società non quotate che redigono il bilancio di esercizio in conformità ai principi contabili internazionali (tale esenzione vale anche per il bilancio consolidato)
  • le società esercenti attività di assicurazione e riassicurazione di cui all’art. 1 del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209
  • le banche e altri istituti finanziari, tenuti a redigere il bilancio secondo le disposizioni del D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 87
  • le società controllate, anche congiuntamente, nonché le società incluse nel bilancio consolidato delle società di cui ai punti precedenti. Fanno parte di questo insieme anche le società controllate non quotate con controllante quotata.

Scarica qui il Manuale Operativo Unioncamere 2026 con tutte le regole per il deposito del bilancio anno di imposta 2025

Deposito bilancio 2026: che cos’è il formato XBRL?

La Guida Unioncamere sul deposito bilancio 2026 appena pubblicata specifica che la tassonomia da utilizzare per la formazione delle istanze XBRL per il 2026 è la versione “2018-11-04”.
La tassonomia è disponibile e scaricabile sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale all’indirizzo:

  • https://www.agid.gov.it/it/dati/formati-aperti/xbrl-standard-formato- elettronico-editabile oltre che dal sito di XBRL Italia all’indirizzo:
  • https://it.xbrl.org/xbrl-italia/tassonomie/tassonomia-principi- contabili-italiani-2018/

A partire dal 1° gennaio 2020 le tassonomie da adottare per il deposito dei bilanci d’esercizio e dei bilanci consolidati nel formato XBRL al Registro delle imprese sono le seguenti:

● la tassonomia Principi Contabili Italiani 2018-11-04, per i bilanci redatti secondo le regole civilistiche post d.lgs. 139/2015 ossia relativi a esercizi iniziati il 1° gennaio 2016 o in data successiva;

● la tassonomia Principi Contabili Italiani 2015-12-14, per i bilanci redatti secondo le regole civilistiche ante d.lgs. 139/2015 ossia relativi a esercizi iniziati prima del 1° gennaio 2016.

Si ricorda, infine, che tutte le tassonomie diverse da quelle sopra indicate sono dismesse e, quindi, non utilizzabili per il deposito dei bilanci.

Contributi EPAP 2026: acconto in scadenza il 7 aprile

2 Aprile 2026 in Domande e risposte

Si avvicina il versamento dell'acconto dei contributi previdenziali per i professionisti iscritt all’Epap,  ente pluricategoriale degli attuari, chimici e fisici, geologi, dottori  agronomi e dottori  forestali.   

La contribuzione obbligatoria previdenziale è la seguente:

1) contributo soggettivo pari al 10% del reddito netto;
2) contributo di solidarietà pari allo 0,2% del reddito netto;
3) contributo integrativo pari al 4% del volume di affari,  (dal 16 aprile 2022),
4) contributo di maternità,  fissato annualmente dall’Ente e approvata dai ministeri competenti da versare con  il saldo dei contributi 

Agevolazione giovani under 30: A tutti i professionisti che si iscrivono all’EPAP prima dei 30 anni e che sono tenuti al pagamento dei soli contributi minimi, l’Ente dà la possibilità di ridurre del 70% il livello di contribuzione  per i primi 3 anni di iscrizione.

Scadenze di versamento contributi EPAP  e modello redditi 

Le scadenze contributive sono le seguenti:

  • primo acconto: 5 aprile ( che quest'anno per la festività di Pasqua slitta al 7) pari al 30% dei contributi calcolati in base al reddito dichiarato nell’ultimo modello di autocertificazione reddituale M2;
  • secondo acconto: 5 agosto pari al 35% dei contributi dovuti calcolati sulla medesima base imponibile del primo acconto;
  • saldo (anno precedente) e contributo di maternità (anno in corso): 15 novembre dell’anno successivo a quello di pagamento degli acconti.

È facoltà degli iscritti optare eventualmente su due rate di pari importo , senza oneri né interessi, con le seguenti scadenze:

  • per il primo acconto
    • 1^ rata entro il 05 aprile
    • 2^ rata entro il 05 maggio
  • per secondo acconto
    • 1^ rata entro il 05 agosto
    • 2^ rata entro il 05 settembre
  • per il saldo dei contributi dovuti per l’anno precedente
    • 1^ rata entro il 15 novembre
    • 2^ rata entro il 15 dicembre

ATTENZIONE

La scadenza del  modello 2 (dichiarazione reddituale) è il  31 Luglio dell'anno successivo . In caso di inadempimento non sarà possibile inviare il precalcolo delle varie scadenze e l’iscritto dovrà calcolarsi da solo gli importi da versare.

L’Ente, per comunicare gli importi da pagare utilizza l’invio per PEC, pertanto l’iscritto deve essere in possesso di una casella di Posta Elettronica Certificata. 

Minimi contributivi e massimale di reddito EPAP 2026

Ogni iscritto in attività è tenuto almeno al versamento dei contributi minimi ogni anno come determinati dall'ente. Tali contributi, sono dovuti, come previsto dall’art. 3, comma 4 del Regolamento anche dall’iscritto che abbia dichiarato reddito zero o negativo.

REDDITO IMPONIBILE MASSIMO
REDDITO IMPONIBILE MINIMO 
€ 119.650,00

€  7.387,00

CONTRIBUTI MINIMI:

  • soggettivo   € 739,00
  • integrativo   € 295,00
  • di solidarietà  € 15,00

ATTENZIONE non è ancora stata  pubblicata la nota del Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali  di approvazione della  delibera  del  consiglio di amministrazione dell'EPAP   concernente  la  determinazione  del  contributo  di maternita' per l'anno 2026. 

Per il 2026 è stato riconfermato a 19 euro con l'approvazione da parte del Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali  del 17 marzo 2026

Modalità di versamento contributi EPAP

I contributi si possono versare :

con Bonifico Bancario:   può essere fatto presso qualsiasi sportello Bancario, anche online. Nel caso di pagamento online è preferibile utilizzare la EPAPCARD (senza alcuna commissione).

Le coordinate bancarie per il pagamento degli importi all’Ente sono:

Banca Popolare di Sondrio di Viale Cesare Pavese, 336 – 00144 Roma

C/C: 000069000X37 – ABI: 05696 – CAB: 03211 – CIN: Q – CODICE BIC-SWIFT: POSOIT22 –  IBAN: IT74Q0569603211000069000X37

Si utilizza il modello F24 ordinario . Nell’ultima sezione in basso – Altri Enti Previdenziali ed Assicurativi – al di sotto della parte riservata all’INAIL, vanno  inseriti i seguenti dati:

    Codice ente: 0008;

    Codice sede: non compilare;

    Causale contributo: E065;

    Codice posizione: non compilare;

    Periodo di riferimento: da 01/2024 a 12/2024;

    Importo a debito versato: Importo dovuto;

    Importo a credito compensato: non compilabile*.

*Questo campo non è compilabile, in quanto non è ammessa la compensazione dei crediti previdenziali con i debiti di imposta. Invece è possibile procedere con la compensazione di crediti derivanti da imposte dirette (IVA compresa) utilizzando le apposite sezioni presenti nell’F24.