IMU 2026: paga l’inquilino o il proprietario?

10 Giugno 2026 in Domande e risposte

Scade il 16 giugno l'acconto IMU 2026 che può essere pagato in una unica rata o in due come acconto e saldo da corrispondere poi entro la scadenza successiva di dicembre.

Le regole per l'imposto municipale propria cosa prevedono per gli immobili in locazione?

Vediamo il dettaglio.

leggi anche IMU 2026: tutte le regole per quest'anno

L’IMU sulla casa in affitto è dovuta dall’inquilino o dal proprietario?

In molti si domandano chi paga l’IMU sulla casa in affitto, e a tal proposito è bene da subito specificare che l’IMU 2026 deve essere pagata esclusivamente dal proprietario e in particolare entro il 16 giugno.

Ricordiamo che la Legge di Bilancio 2020 ha introdotto la nuova IMU e abolito la TASI, modificando le regole per le case in affitto.

Fino al 2019, l'inquilino versava l'imposta nota come TASI, con anche previsione di alcune agevolazioni.

Con l’eliminazione della TASI è venuta meno la ripartizione dell’imposta tra inquilini e proprietario della casa in affitto e l’IMU non è dovuta da chi è in affitto.

Il soggetto passimo dell'IMU è il proprietario che deve versare l’intero importo dell’imposta.

Pertanto possiamo dire che gli inquilini hanno quindi un’esenzione totale dal pagamento delle imposte dovute sulla casa in affitto.

Secondo le regole generali, sono obbligati a pagare l'IMU i seguenti soggetti:

  • il proprietario dell’immobile;
  • il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sull’immobile;
  • genitore assegnatario della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice;
  • concessionario nel caso di concessione di aree demaniali;
  • locatario per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.

Attenzione al fatto che per gli immobili locati con contratto a canone concordato l’IMU è ridotta al 75 per cento, parafrasenado lo sconto di imposta è pari al 25 per cento.

Ulteriori agevolazioni possono inoltre essere stabilite con delibera del Comune e pertanto prima di pagare entro il 16 giugno bisogna verificare quanto previsto a livello locale per determinare l’importo dovuto.

Quando arrivano i rimborsi del 730?

8 Giugno 2026 in Domande e risposte

Entro il 30 settembre occorre inviare il Modello 730/2026, dichiarazione dei dipendenti e pensionati.

Per tali soggetti, in base alle risultanze del 730, ci si chiede da quando arriveranno i rimborsi, se spettanti.

A tal proposito è bene specificare che, in linea generale, dal mese di luglio al mese di novembre, il sostituto di imposta trattiene le somme dovute per le imposte o effettua i rimborsi. 

Leggi anche 730/2026: senza sostituto per i rimbrosi dal Fisco.

730/2025: quando arrivano i rimborsi?

Il Caf o il professionista consegnano al contribuente una copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione, modello 730-3, elaborati sulla base dei dati e dei documenti presentati dal contribuente,  prima dell’invio della dichiarazione, da effettuarsi entro il 30 settembre, all’Agenzia delle entrate e comunque entro il:

  • 15 giugno per le dichiarazioni presentate entro il 31 maggio;
  • 29 giugno per quelle presentate dal 1° al 20 giugno;
  • 23 luglio per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio;
  • 15 settembre per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto;
  • 30 settembre per quelle presentate dal 1° al 30 settembre;

Nel prospetto di liquidazione sono evidenziate le eventuali variazioni intervenute a seguito dei controlli effettuati dal Caf o dal professionista e sono indicati:

  • i rimborsi che saranno erogati dal sostituto d’imposta 
  • e le somme che saranno trattenute.

A partire dalla retribuzione di competenza del mese di luglio, il datore di lavoro o l’ente pensionistico deve: 

  • effettuare i rimborsi relativi all’Irpef e alle altre imposte risultanti dal modello 730-4 
  • o trattenere le somme o le rate (se è stata richiesta la rateizzazione), dovute a titolo di saldo e primo acconto relativi all’Irpef, e alla cedolare secca, di addizionali regionale e comunale all’Irpef, di acconto del 20 per cento su taluni redditi soggetti a tassazione separata, di acconto all’addizionale comunale all’Irpef, imposta sostitutiva sui premi di risultato.

Attenzione al fatto che il sostituto d’imposta non esegue il versamento del debito o il rimborso del credito di ogni singola imposta o addizionale se l’importo che risulta dalla dichiarazione è uguale o inferiore a 12 euro.

Per i pensionati queste operazioni sono effettuate a partire dal mese di agosto o di settembre (anche se è stata richiesta la rateizzazione).

Se la retribuzione erogata nel mese è insufficiente, la parte residua, maggiorata dell’interesse previsto per le ipotesi di incapienza, sarà trattenuta nei mesi successivi fino alla fine del periodo d’imposta.

Nei casi previsti dalla legge, l’Agenzia delle entrate può effettuare controlli preventivi sul modello 730 presentato, entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

Il rimborso che risulta spettante al termine delle operazioni di controllo preventivo è erogato dall’Agenzia delle entrate  entro:

  • il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, 
  • ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine.

730/2025: i pagamenti

In caso di rateizzazione dei versamenti di saldo e degli eventuali acconti il sostituto trattiene la prima rata.  

Le ulteriori rate, maggiorate dell’interesse dello 0,33 per cento mensile, le tratterrà dalle retribuzioni nei mesi successivi. 

Se la retribuzione è insufficiente per il pagamento delle imposte (ovvero degli importi rateizzati) trattiene la parte residua, maggiorata dell’interesse nella misura dello 0,4 per cento mensile, dalle retribuzioni dei mesi successivi.

A novembre viene effettuata la trattenuta delle somme dovute a titolo di seconda o unica rata di acconto relativo all’Irpef e alla cedolare secca. 

Se il contribuente vuole che la seconda o unica rata di acconto relativo all’Irpef e alla cedolare secca sia trattenuta in misura minore rispetto a quanto indicato nel prospetto di liquidazione (perché, ad esempio, ha sostenuto molte spese detraibili e ritiene che le imposte dovute nell’anno successivo dovrebbero ridursi) oppure che non sia effettuata, deve comunicarlo per iscritto al sostituto d’imposta entro il 10 ottobre, indicando, sotto la propria responsabilità, l’importo che eventualmente ritiene dovuto.

Iperammortamento 2026: quali comunicazioni inviare?

28 Maggio 2026 in Domande e risposte

Dovrebbe essere in dirittura d'arrivo in GU il Decreto attuativo MIMIT-MEF con le regole per richiedere e mantenere l'agevolazione per i beni d'impresa introdotta dalla legge di bilancio 2026.

La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1 commi 427-436) ha reintrodotto il cosiddetto iperammortamento, uno strumento di agevolazione fiscale rivolto alle imprese che investono in tecnologia digitale e in impianti per la produzione di energia rinnovabile ad uso proprio.

L'iperammortamento non è un credito d'imposta e non genera liquidità immediata. Si tratta di una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni agevolabili, rilevante ai soli fini delle imposte sui redditi (IRES e IRPEF, non IRAP), che si traduce in una deduzione extracontabile più elevata rispetto al costo reale del bene. In pratica, a fronte di un investimento effettivo, il fisco consente di dedurre un importo superiore al costo reale, distribuito lungo il periodo di ammortamento.

Le aliquote di maggiorazione, calcolate su base annuale (non triennale), sono:

Quota investimento per annualità Maggiorazione
Fino a 2,5 milioni di euro +180%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro +100%
Oltre 10 e fino a 20 milioni di euro +50%
Oltre 20 milioni di euro nessuna agevolazione

Gli investimenti agevolabili riguardano i beni strumentali nuovi 4.0 inclusi negli Allegati IV e V della legge (macchinari, robot, sistemi di manifattura avanzata e beni immateriali connessi) e gli impianti per l'autoproduzione di energia rinnovabile destinata all'autoconsumo della struttura produttiva.

Scarica la nostra cheklist, resta aggiornato su scadenze e documenti da preparare per l'iperammortamento.

Iperammortamento 2026: chi può accedere e come

Possono accedere all'agevolazione tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa residenti in Italia:

  • persone fisiche che esercitano attività commerciale (anche impresa familiare o azienda coniugale)
  • società di persone (snc, sas) e di capitali (spa, srl, sapa)
  • società cooperative ed enti con oggetto commerciale
  • stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti

Sono invece esclusi: i professionisti e gli esercenti arti e professioni, i soggetti in regime forfetario, le imprese in stato di liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali, e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

L'accesso non è automatico: il beneficio si perfeziona solo attraverso l'invio di apposite comunicazioni telematiche al GSE tramite la piattaforma gse.it (Area Clienti, accessibile con SPID o CIE).

Il mancato rispetto dei termini e delle modalità previste comporta la perdita definitiva del beneficio. Gli investimenti agevolabili sono quelli completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.

Le 5 comunicazioni sono cinque:

  • le prime tre servono ad accedere al beneficio (preventiva → conferma entro 60 gg dall'esito GSE → completamento entro il 15/11/2028), 
  • le ultime due sono il nuovo obbligo di monitoraggio annuale introdotto su richiesta della Ragioneria dello Stato (20 gennaio e 30 giugno di ogni anno per tutta la durata della fruizione).

Scarica qui check list utile sull'iperammortamento.

Nuova Civis: quali documenti allegare?

27 Maggio 2026 in Domande e risposte

Dal 13 maggio le Entrate hanno inaugurato il nuovo servizio CIVIS che a differenza del precedente consente una maggiore interlocuzione con il Fisco.

In particolare, è possibile chiedere nuovamente se la prima civis non è andata a buon fine.

In generale CIVIS è il canale di assistenza online dell’Agenzia delle entrate, disponibile nell’area riservata, che consente di gestire, in modo digitale, l’assistenza su alcune comunicazioni e atti, senza recarsi agli sportelli.
È un servizio pensato per rendere il rapporto con l’Agenzia più semplice, veloce e accessibile.
Possono utilizzare CIVIS:

  • i contribuenti
  • gli intermediari
  • i rappresentanti legali delle persone fisiche, come
    • tutori
    • curatori speciali
    •  amministratori di sostegno
    •  genitori di minori
  • le persone di fiducia.

Civis va utilizzato da chi ricevuto:

  • una comunicazione
  • un avviso telematico
  • una cartella di pagamento

derivanti da:

  • controllo automatizzato
  • liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata

per chiedere assistenza direttamente online tramite il servizio CIVIS,

Nuova Civis: quali documenti allegare?

In linea generale, per chiedere assistenza su comunicazioni di irregolarità, avvisi telematici e relative cartelle di pagamento non è necessario allegare alcun documento

Questo perché il controllo automatizzato delle dichiarazioni viene effettuato:

  • sulla base dei dati presenti nelle dichiarazioni già trasmesse
  • utilizzando le informazioni già disponibili nell’Anagrafe tributaria.

Per fornire chiarimenti su dati o elementi non considerati o che ritieni non siano stati valutati correttamente devi utilizzare il campo “Informazioni relative alla richiesta di assistenza”, senza allegare documenti già disponibili nei sistemi dell’Agenzia.

Non vanno allegati, ad esempio:

  • modelli di pagamento F24
  • dichiarazioni fiscali già trasmesse all’Agenzia delle entrate.

Fanno eccezione a questa regola alcuni casi particolari, per i quali sono richiesti specifici documenti non in possesso dell’Agenzia.

Scarica qui l'infografica per scoprire gli step utili alla presentazione della domanda

Contributi Dottori Commercialisti: scadenza mimimi 31 maggio

26 Maggio 2026 in Domande e risposte

contributi previdenziali annualmente dovuti alla Cassa dei dottori commercialisti (in sigla CNPADC) si suddividono in:

  • preiscrizione
  • soggettivo 
  • integrativo (a carico della clientela) del 4%
  • contributo di maternità.

(v. tabella sotto per minimi e massimali)

Il contributo  per la preiscrizione può essere scelto tra  3 importi, annualmente rivalutati, che  sono stati gia fissati per il 2026 a 

  • 701 euro
  • 1406  euro
  • 2810 euro

In caso di retrodatazione della pre-iscrizione, al contributo annuale si aggiunge un importo di Euro 30,00 per ciascuna annualità precedente l’anno di presentazione della domanda. 

ATTENZIONE i contributi minimi, soggettivo ed integrativo sono comunque dovuti anche qualora, applicando al reddito netto professionale ed al volume di affari le relative aliquote, l’importo risulti inferiore agli stessi minimi.

A febbraio 2025 la cassa ha pubblicato una guida previdenziale aggiornata SCARICA QUI LA GUIDA  

Il contributo di maternità dovuto dai commercialisti iscritti alla CNPADC   per il 2025  era pari a € 74,92. Si attende la delibera e l'autorizzazione ministeriale per il 2026.

Vediamo di seguito ulteriori dettagli sulla contribuzione e le relative scadenze.

Contributi soggettivi dottori commercialisti 2026

I contributi soggettivi  dal 2017 al 2025  per i dottori commercialisti iscritti   sono riassunti nella tabella seguente (fonte CNPADC):

Anni

Aliquota contributo soggettivo

Limite reddituale

Contributo minimo soggettivo

Aliquota Contributo integrativo

Contributo minimo integrativo

Contributo di maternità

2026 Dal 12% al 100% € 209.300,00 3.180,00 4% € 954,00 € non definito
2025 Dal 12% al 100% € 206.800,00 3.140,00 4% € 942,00 € 74,92
2024 Dal 12% al 100% € 202.700,00 € 3.075,00 4% € 923,00 € 77.09
2023 Dal 12% al 100%  186.300    2.825     4% € 848  € 74,70

2022

Dal 12% al 100%

€ 178.250

€ 2.700

4%

€ 810

€ 77,33

2021

Dal 12% al 100%

€ 177.850

€ 2.690

4%

€ 807

€ 74,56

2020

Dal 12% al 100%

€ 177.650

€ 2.685

4%

€ 806

€ 73,40

2019

Dal 12% al 100%

€ 175.700

€ 2.655

4%

€ 797

€ 75

2018

Dal 12% al 100%

€ 174.100

€ 2.630

4%

€ 789

€ 79

2017

Dal 12% al 100%

€ 173.050

€ 2.610

4%

€ 783

€ 95

Scadenze e modalità di versamento


Le scadenze prevedono che : 

  1. entro il 31 maggio  va versata la rata unica o la prima rata per i contributi soggettivo e integrativo minimi;
  2. entro il 31 ottobre va versata la seconda rata  e il contributo di maternità.

 Coloro che non intendano usufruire di tale modalità di pagamento possono  utilizzare il bollettino Mav (pagabile anche con Carta di Credito Dottori Commercialisti mediante il servizio MCC) che sarà pubblicato nel corso del mese di maggio, nella sezione “Documenti” dell’area riservata dei “Servizi Online”.

Quindi il versamento dei contributi minimi può essere effettuato utilizzando, alternativamente:

  • il servizio PCM;
    L’adesione al PCM permette di effettuare il pagamento dei contributi – esclusivamente per la contribuzione dovuta per l’anno in corso – mediante la modalità SDD – SEPA DIRECT DEBIT – (addebito automatico sul c/c bancario). La data di chiusura del servizio PCM è indicata nel “Calendario contributivo”. Ulteriori informazioni sono disponibili nella sezione Servizi on line nel sito WWW.CNPDADC.IT. 
  • i bollettini MAV disponibili nella sezione “documenti” dei servizi online;
    I M.Av sono disponibili, successivamente alla chiusura del servizio PCM, nella sezione Documenti dei Servizi online e sono pagabili presso le banche, gli uffici postali e il servizio telematico MCC (per i possessori di Carta di credito Dottori Commercialisti).

Riepiloghiamo il calendario delle scadenze dei versamenti  anche per le eccedenze contributive oltre i minimi e delle denunce reddituali: 

anno

Termini pagamento contributi minimi

Termine comunicazione dati reddituali

Termine pagamento eccedenze contributive

2024

 31/05/2025
(rata unica/1° rata minimi)

31/10/2025
(2° rata minimi)

01/12/2025
I dati reddituali sono comunicati tramite il servizio PCE con contestuale opzione per la modalità di versamento delle eventuali eccedenze contributive (soggettivo e/o integrativo)

le eventuali eccedenze contributive (soggettivo e/o integrativo) possono essere versate, MAV oppure SDD:

  • in rata unica o prima rata entro il 20/12/2025
  • oppure in 2, 3 o 4 rate (per importi complessivi pari o superiori ad € 1.000) entro il:
    • 20 dicembre – rata unica/prima rata;
    • 31 marzo – seconda rata 
    • 30 giugno – terza rata;
    • 30 settembre – quarta rata 

Collegamento POS-RT: come si annulla un pos dismesso?

13 Maggio 2026 in Domande e risposte

Dal 5 marzo è attivo il servizio online per gli operatori che devono provvedere al nuovo adempimento di collegamento virtuale tra la cassa e il pos in uso presso i loro esercizi commerciali.

Il nuovo obbligo è in vigore dal 1° gennaio e l'Agenzia ha diffuso i vari strumenti utili agli operatori per orientarsi in questo periodo transitorio e poi procedere al collegamento.

In proposito, le Entrate hanno reso disponibili, una guida con molte casistiche e faq aggiornate di volta in volta con risposte ai dubbi frequenti.

Tra le domande a cui le Entrate hanno risposto vi è la seguente: "Quando devo registrare il collegamento degli strumenti di pagamento elettronico al registratore di cassa telematico o alla procedura web “Documento Commerciale on line?"

Vediamo la replica e vediamo anche come comportarsi se si annulla un POS in uso o si utilizza una nuova cassa.

Collegamento cassa e pos: entro quando provvedere?

Le Entrate hanno chiarito che gli strumenti di pagamento elettronico di cui l’esercente era già in possesso al 1° gennaio 2026 o di cui è entrato in possesso nel mese di gennaio 2026 devono essere collegati entro 45 giorni dalla data di messa a disposizione della procedura web.

Per le attivazioni successive leggi anche Collegamento POS e RT: quali sono le sanzioni se non si provvede?

Pertanto, il POS già in possesso dell’esercente al 1° gennaio 2026 o attivato nel corso di gennaio è stato collegato entro 45 giorni dal 5 marzo datta di attivazione del servizio per provvedere e quindi entro il 20 aprile.
Attenzioine al fatto che, in caso di variazione dei collegamenti già registrati o di attivazione di un nuovo POS o di una nuova cassa in data successiva al 31 gennaio 2026, la registrazione dovrà essere sempre effettuata tra il sesto giorno del secondo mese successivo a quello di variazione o nuova attivazione e l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese.
Ad esempio, il POS attivato nel mese di aprile 2026 dovrà essere collegato tra il 6 giugno e il 30 giugno 2026 mediante la procedura web disponibile nel sito dell’Agenzia.

L’aggiornamento dei collegamenti è necessario nel caso di:

  • collegamento di un POS già in uso ad un altro RT già in uso, 
  • attivazione di un nuovo RT che viene collegato a uno o più POS già in uso, 
  • attivazione di un nuovo POS che viene collegato a uno o più RT già in uso e/o dismissione di un POS o di un RT.

Collegamento POS-RT: come si annulla un POS dismesso?

Come detto in sintesi anche la restituzione di un POS all’operatore finanziario richiede una comunicazione.

A tal proposito è necessario eliminare il collegamento tra lo strumento utilizzato per incassare i pagamenti elettronici e il registratore telematico.

L’operazione va gestita tramite il portale Fatture e Corrispettivi, usando il servizio online gestione collegamenti.

Occorre accedere alla sezione di riepilogo dei propri collegamenti e poi procedere con l’eliminazione di un abbinamento, cliccando sull’icona dedicata.

Nella lista appariranno tutti i dati utili a identificare il POS restituito, da escludere. 

Successivamente, si deve provvedere all’eliminazione dello strumento dai dispositivi associati all’utente.

Eliminato il collegamento, il POS da restituire si troverà nell’elenco dei dispositivi non collegati, a cui il servizio online dedica un’apposita sezione.

Per eliminare lo strumento si dovrà procedere con la chiusura tramite l’icona del lucchetto, indicando come motivazione la restituzione dell’apparecchio e specificando la data di fine utilizzo.

In sintesi quando si dismette un pos occorre:

  • annullare il collegamento tra POS e cassa,
  • eliminare del tutto l’associazione con l’utente e con il gestore dell’attività.

Collegamento POS e RT: quali sono le sanzioni se non si provvede?

11 Maggio 2026 in Domande e risposte

La prossima scadenza per il collegamento Cassa e POS è il 29 maggio.

Ricordiamo che la prima scadenza di questo nuovo adempimento è stato il 20 aprile.

Le Entrate hanno ufficialmente reso operativo il sistema dallo scorso 5 marzo ed ora il calendario è nel vivo. Vediamo quali sanzioni ci sono per chi non provvede.

Mancato collegamento POS e RT: le sanzioni

Dopo la scadenze di aprile, entra a regime il calendario da rispettare per il collegamento tra POS e cassa, obbligatorio da quest’anno per il monitoraggio da parte del Fisco sui fluissi dei dati di pagamenti e scontrini elettronici.

In particolare, le attivazioni o variazioni di cassa e pos che si sono verificate a marzo dovranno essere comunicate al Fisco tramite il servizio apposito entro la scadenza del 29 maggio.

Essendo il 29 maggio un venerdì si potrà beneficiare del maggior termine fino a domenica 31 maggio.

Qualora non si provvedesse la sanzione può arrivare fino ad un importo di 4.000 euro.

Ricordiamo che il nuovo adempimento per le nuove aperture o per l’inserimento di nuovi strumenti di pagamento elettronici o di variazione di quelli in uso, bisogna procedere con l’abbinamento al registratore telematico utilizzato per gli scontrini tramite il software ade.

Il collegamento è possibile dal sesto all’ultimo giorno lavorativo del secondo mese successivo a eventuali variazioni o attivazioni.

Per marzo è possibile gestire il collegamento dal 6 maggio e c’è tempo fino alla scadenza del 29 maggio 

Vediamo un calendario per le prossime scadenze

Collegamento Cassa e POS il calendario

Attivazione POS

Tempi e scadenza per il collegamento

Nel mese di marzo

Dal 6 al 31 maggio

Nel mese di aprile

Dal 6 al 30 giugno

Nel mese di maggio

Dal 6 al 31 luglio

Il mancato collegamento può determinare una sanzione che va da 1.000 a 4.000 euro, la stessa prevista per chi non si dota di un registratore di cassa per la propria attività.

Inoltre si richia il blocco dell’attività per un periodo che può andare da 15 giorni a due mesi.

Ricordiamo che dal 14 maggio si apre la fase emendative del DL Fiscale e tra le ipotesi al vaglio vi sono:

  • una possibile soglia di tolleranza del 5%
  • la riduzione delle sanzioni attestandole da 500 euro a 2000 euro.

Tale opzioni restano però, stando alle anticipazioni, poco probabili, mentre pare accreditata l'ipotesi di alleggerire le sanzioni solo per chi commette violazioni non sostanziali.

Contributi Enasarco 2026 in scadenza il 20 maggio: aliquote, minimi e massimali

8 Maggio 2026 in Domande e risposte

La Fondazione ENASARCO ha  pubblicato i nuovi  importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali validi per il 2026. L'aggiornamento e stato effettuato 

a seguito della pubblicazione, da parte dell’ISTAT, del tasso di variazione annua dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, pari all1,4% 

Si ricorda che la prima  scadenza del versamento dei contributi Enasarco  è prevista per il 20 maggio 2026.

MA ATTENZIONE  chi utilizza l’addebito automatico bancario deve inviare la  distinta 5 giorni lavorativi prima della scadenza, quindi al massimo domani.

Vediamo di seguito  gli importi  aggiornati  dei contributi minimi massimali  reddituali  per il 2026, aliquote e scadenze  per 

  •  agenti e rappresentanti e 
  •  ditte preponenti  come  comunicati dalla Fondazione Enasarco

 In allegato il Regolamento in vigore .

Enasarco: contributi minimi e massimali 2025

Ecco i nuovi minimi contributivi  e massimali provvigionali:

  • per gli  agenti plurimandatari:

il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a € 30.478;

il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a € 515;

  • per gli agenti monomandatari:

il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a € 45.717;

il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a € 1.026.

Contributi Enasarco: scadenze e pagamento

Ricordiamo che il contributo va versato trimestralmente entro il 20 del secondo mese successivo al trimestre di competenza. quindi le scadenze sono le seguenti :

  • 1° trimestre – 20 Maggio
  • 2° trimestre – 20 Agosto
  • 3° trimestre – 20 Novembre
  • 4° trimestre  – 20 Febbraio dell'anno successivo.

fermo restando lo slittamento al primo giorno feriale successivo se i termini scadono in un giorno festivo.

Va sempre   sottolineato  che il criterio di applicazione dell’aliquota è quello della competenza quindi si utilizza l'aliquota relativa al periodo di maturazione della provvigione.

 Il pagamento può essere effettuato:

  • con addebito automatico sul c/c bancario sistema Sepa Direct Debit (SDD),
  • tramite il sistema PagoPA online o presso i soggetti abilitati. 

Per maggiori informazioni si veda www.enasarco.it

ENASARCO Le aliquote contributive

L'aliquota per  gli agenti con ditta individuale o in società di persone è confermata pari  a 17,00% , di cui il 3% a titolo di solidarietà.

Come sempre  una metà (8,5%) è a carico della ditta mandante,  l’altra metà a carico dell’agente.

L'aliquota Enasarco  2025 invece per le societa di capitali  8 fino a 13 milioni di di provvigioni annue) è pari al 4%,  di cui il 3% a carico della casa mandante e 1 %  a carico dell'agente/ società .

In allegato il Regolamento delle attività istituzionali con la tabella di rivalutazione dei montanti contributivi aggiornata al 2022.

CONTRIBUZIONE ENASARCO  AGEVOLATA GIOVANI

Nel  2019 è stata apportata una modifica al Regolamento istituzionale  (allegato in fondo all'articolo) approvata dal Ministero vigilante nel 2020, che riguarda una agevolazione   per l'ingresso e la permanenza dei  giovani agenti   nella professione, per cui , nel triennio 2021-2023:

  •  agli iscritti  per la prima volta alla Fondazione o che essendo già stati iscritti, si vedano conferire almeno un nuovo incarico di agenzia  dopo una interruzione di oltre tre anni, 
  •  che non abbiano compiuto 31 anni alla data di conferimento dell'Incarico,

l’aliquota contributiva è ridotta di 6 punti percentuali per l’anno solare in corso alla data di prima iscrizione o di ripresa dell’attività, di 8 punti percentuali per il secondo anno e di 10 punti percentuali per il terzo anno;  le aliquote sono quindi pari a :

  • 11% nel primo anno
  • 9% nel secondo anno  e
  • 7% nel terzo anno di attività 

Inoltre il minimale contributivo annuo è ridotto del 50% per ciascuno degli anni citati. 

ATTENZIONE:  L’agevolazione si applica solo agli agenti operanti in forma individuale. Per le nuove iscrizioni / nuovi incarichi dal 2024 l’agevolazione non è prevista.

In sintesi per i nuovi iscritti entro il 2023:

Aliquota ordinaria

Aliquota  ridotta 1° anno  

Aliquota ridotta 2° anno

Aliquota ridotta 3° anno

17%

11%

9%

7%

Allegati:

Rimborsi 730 senza sostituto: quando arrivano?

6 Maggio 2026 in Domande e risposte

I dipendenti e i pensionati possono ricevere il rimborso delle tasse direttamente dal datore di lavoro con la busta paga o dall’ente pensionistico con la pensione, utilizzando il modello 730 in luogo del modello Redditi. 

I rimborsi a tali soggetti arrivano di norma già a partire dal mese di luglio.

Chi paga i rimborsi ai soggetti che non hanno il sostituto di imposta? 

Questi soggetti possono usare il modello 730?

730 senza sostituto: chi lo presenta?

I soggetti privi di sostituto di imposta possono utilizzare il modello 730, a condizione che rientrino nella categoria dei soggetti che possono presentare il modello 730.

Tali contribuenti possono presentare il modello 730 senza sostituto, precompilato o ordinario, indipendentemente dall’avere o meno, nel corso del 2025, un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio.
Il modello 730 senza sostituto precompilato va presentato direttamente all’Agenzia delle entrate ovvero a un Caf o a un professionista abilitato.
Il modello 730 senza sostituto ordinario va presentato a un Caf o a un professionista abilitato.
In entrambi i casi nelle informazioni relative al contribuente va indicata la lettera “A” nella casella “730 senza sostituto” e nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio” va barrata la casella “Mod. 730 dipendenti senza sostituto”.

Se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle entrate.

Se, invece, emerge un debito, il pagamento viene effettuato tramite il modello F24.

Rimborsi 730 senza sostituto: chi li paga?

In caso di presentazione del modello 730 senza sostituto, le somme risultanti a credito sono rimborsate dall'Agenzia delle entrate.

Per velocizzare il rimborso che risulta dalla dichiarazione modello 730, la cui erogazione è a cura dell'Agenzia, il contribuente può comunicare telematicamente all’Agenzia il proprio codice IBAN.

Le coordinate IBAN del proprio conto corrente possono essere comunicate utilizzando:

  • un apposito servizio wab, disponibile nella propria Area riservata del sito internet all’Agenzia delle entrate, che consente all’interessato di inserire egli stesso i dati dell’IBAN. Dopo l’accesso all’Area riservata (utilizzando SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale; CIE, Carta di Identità Elettronica; CNS, Carta Nazionale dei Servizi), occorre seguire il percorso: Servizi / Rimborsi / Comunicazione IBAN per accredito su c/c;
  • un apposito modello (Modello richiesta accredito Persone fisiche), da compilare e che, per ragioni che attengono alla sicurezza dei dati, può essere presentato esclusivamente nei seguenti modi:
    • quale allegato a un messaggio PEC di uso esclusivo dell’interessato, trattandosi di attività non delegabile; in questo caso, il modello deve essere firmato digitalmente. Il modello può essere inviato a qualsiasi ufficio dell’Agenzia (preferibilmente, alla Direzione Provinciale di propria competenza)   
    •  presso qualsiasi ufficio Territoriale, allegando al modello copia di un documento di identità del contribuente e, in caso di delega, anche del soggetto delegato, entrambi in corso di validità.

Rimborsi 730 senza sostituto: quando arrivano?

A partire da dicembre, viene pagato dall’Agenzia delle Entrate il rimborso delle tasse a tutti coloro che hanno presentato un 730 senza sostituto di imposta e che hanno un importo del credito Irpef non superiore a 4.000 euro.

Attenzione al fatto che, l'Agenzia può effettuare controlli preventivi sulla dichiarazione modello 730 che presenta elementi di incoerenza o un rimborso maggiore di 4.000 euro con un rallentamento del pagamento del rimborso.

Per chi presenta il 730 senza sostituto di imposta l’attesa di solito è più lunga rispetto a chi si appoggia al datore di lavoro e può slittare, in alcuni casi, anche nel 2027.

Ricordiamo che il 730 senza sostituto riguarda le casistiche di chi, ad esempio, ha perso il lavoro pur essendo stato dipendente, ma anche di chi ha scelto di presentare la dichiarazione senza, pur avendo il datore di lavoro sostituto, per ricevere l’eventuale rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Anche se i rimborsi del 730 senza sostituto di imposta sono iniziati, diversi contribuenti lo hanno ricevuto, ma altri ancora no. 

Per ricevere in tempi più brevi il rimborso del modello 730, inoltre, è necessario che il contribuente abbia fornito anche l’Iban per l’accredito delle somme, all'atto della dichiarazione. 

In caso contrario si dovrà attendere ancora qualche mese in più per ricevere gli importi.

Prezzo carburanti: quanto incidono le accise e l’IVA?

22 Aprile 2026 in Domande e risposte

Fino al 1° maggio sarà in vigore lo sconto accordato dal Governo con il DL n 78/2026. Riepiloghiamo le misure approvate sui carburanti ppiù in dettaglio.

Il Governo ha approvato in data 18 marzo un Decreto carburanti urgente per fronteggiare il caro prezzi derivante dalla guerra in Iran.

Il Decreto è stato pubblicato sulla GU n 64 dello stesso giorno.

Per 20 giorni a partire da oggi saranno ridotte le tasse su:

  • benzina,
  • GPL, 
  • gasolio

con riduzione del prezzo al distributore sulle strade.

Leggi qui l'approfondimento: Riduzione delle accise dal 19 marzo nel Decreto carburanti.

Inoltre, in data e aprile è pubblicato sulla GU n 78/2026 un nuovo Decreto carburanti bis, DL n 42/2026 con la proroga dello sconto fino al 1° maggio.

Ma la domanda più comune diffusa tra i cittadini che ogni giorno fronteggiano le spese di vita quotidiana è: quanto incidono le tasse sul prezzo dei carburanti?

Vediamolo di seguito nella infografica realizzata dai dati ufficiali pubblicate dal Ministero delle Finanze.

Quanto incidono le accise sul prezzo dei carburanti?

Vediamo il confronto tra i prezzi dei carburanti delle ultime settimane in base alle tabelle ufficali del MASE:

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Per un confronto di seguito la tabella pre-decreto carburanti sempre dall'osservatorio del MASE

Attenzione al fatto che le tabelle vengono aggiornate ogni martedì dopo le ore 12